
Chimera
Una community creativa per giovani talenti visivi in Italia. Abbiamo disegnato un sito con tre porte, brand, creator e artisti, perché una sola identità possa reclutare e vendere insieme senza che nessuno finisca sulla pagina sbagliata.
- Un sito per tre pubblici
- Il reclutamento su un sottodominio
- Un'identità costruita sul movimento
- Testi che partono dalla community


La sfida
Chimera è una content house di Milano. Si occupa di video, contenuti social, copertura di eventi e contenuti dal vivo, dal brief alla consegna, con una rete di oltre 300 creativi in tutta Italia.
Quella rete è insieme il prodotto e il problema. Chimera deve vendere ai brand e reclutare creativi, di continuo, e i due compiti tirano un sito in direzioni opposte. Un sito fatto per chiudere con i brand sembra un'agenzia e allontana i giovani creator di cui ha bisogno. Un sito fatto per reclutare sembra un progetto di community e non regge una trattativa con l'ufficio acquisti.
In questa situazione la maggior parte delle aziende fa due siti, oppure ne fa uno e perde in silenzio metà del pubblico. Chimera ha anche un terzo pubblico: gli artisti, che non sono né clienti né freelance e arrivano con un motivo tutto loro.
Tre pubblici, un marchio, un dominio, e nessuno spazio per l'ambiguità di chi arriva sulla home e non capisce in cinque secondi se quella pagina è per lui.
Cosa abbiamo fatto
Abbiamo disegnato un sito con tre porte. Brand, creator e artisti hanno ciascuno un ingresso esplicito dalla home. Nessuno deve indovinare. L'identità resta una; i percorsi si separano subito dopo la porta.
Abbiamo spostato il reclutamento su un sottodominio. Il percorso per entrare nella rete corre separato dal sito commerciale: il reclutamento non diluisce mai le pagine per i brand e i due si misurano ognuno per conto suo.
Abbiamo costruito l'identità sul movimento. Per un'azienda che vende immagini in movimento, un sito statico è una contraddizione. Il marchio si muove dappertutto, e così dimostra quello che sa fare senza doverlo dire.
Abbiamo scritto testi che partono dalla community. La voce è la stessa nelle tre porte, diretta, senza fronzoli, italiana, ma la promessa cambia per ogni pubblico. Ai brand si dice cosa ottengono. Ai creator si dice di cosa entrano a far parte. Stesso tono, offerte diverse.
Il risultato
+48 nuovi contatti nel primo mese.
Con le tre porte quei contatti arrivano già divisi: le richieste dei brand finiscono nel percorso commerciale, i creator in quello per la rete sul sottodominio, e nessuno deve districarle a mano prima di rispondere. Un'identità, tre pubblici, nessuna pagina di compromesso.







